Perché ho scelto le Opzioni americane?

La scelta di passare alle Opzioni americane è principalmente legata a un errore che mi è costato molto caro nella vita.

Sì perché spesso è proprio quando ti senti troppo sicuro di te che arrivano gli errori e, come tanti, anch’io ho sbagliato e perso soldi commettendo errori. Ovviamente dopo un errore cominci ad avere paura di sbagliare e ti chiedi se quella che stai percorrendo sia la strada giusta. La perdita è importante perché ti riporta all’umiltà ed è fondamentale capire come debba far parte del tuo percorso e della tua attività quotidiana di trading.

Non esiste e non è mai esistito un trader che vince e ha vinto sempre.

E quando ti capita un grosso errore, ti chiedi: “E adesso come lo affronto? Come lo gestisco?

Inizialmente può capitare di aver paura persino a entrare nella piattaforma: non hai più la gestione e il controllo e la paura di perdere prende il sopravvento.

In questi casi bisogna ricominciare e capire il motivo dell’errore: strategia, tecnica, gestione del trade o controllo del rischio.

Per esperienza, l’errore più probabile è quello di non rispettare la gestione del rischio.

Quando s’intraprende la carriera del trader, si deve partire dal presupposto che l’errore si commetterà sempre! La regola fondamentale è che un bravo trader non è un trader che guadagna tanto, ma è un trader che perde poco. Meno errori commetterai seguendo le giuste regole che ti insegnerò e più probabilità di guadagnare avrai.

Ed ecco il motivo per il quale sono passato definitivamente alle Opzioni, dopo aver commesso il mio più grande errore di sempre: Exodus Communications!

 

 

Nel 2000 operavo solo con le azioni sul mercato azionario americano; avevo ottenuto buoni risultati, altalenanti ma positivi e con la mia tecnica di analisi fondamentale sulle società nelle quali decidevo di investire, individuai la Exodus Communications EXD, una società che rappresentava il più grande ISP (Internet Service Provider) americano.

Avevo investito in una società che avrebbe avuto uno sviluppo notevole negli anni dello sviluppo di internet, ma poi cos’è successo, poiché i presupposti c’erano tutti? La società fece delle acquisizioni di aziende minori del settore e ciò causò un esborso di capitali notevoli.

Da qui il primo errore!

Una delle prime regole è cercare di evitare le società che hanno in programma di acquisirne altre.

Ma come, starai pensando, la società che acquisisce allarga il suo business, aumenta il fatturato insomma si espande! In realtà la cosa è un po’ diversa: gli investitori non vedono molto bene le acquisizioni perché causano subito una diminuzione del capitale societario, indispensabile per l’acquisizione, quindi aumentano la situazione debitoria della società; inoltre, non è così scontato che la nuova società acquisita porti subito fatturato, anzi…può passare molto tempo prima di avere rientri significativi del capitale investito e molto spesso aumenta molto solo il debito nel breve periodo.

Vediamo cosa è successo: la società ha perso valore, io sono entrato con prezzo di 9$ e la società, subito dopo questa acquisizione, è passata a 6$. Una volta scesa a 6$ io, invece di applicare il Risk Management, ho fatto il giocatore d’azzardo: anziché chiudere la posizione incassando una perdita di poco più del 30%, che faceva male non solo al portafoglio ma al mio orgoglio e ammettere il mio errore, ho applicato l’atteggiamento del spera e prega (wait&pray), aspettando e sperando e giocando d’azzardo!

A quel punto, non contento, ho comprato altre azioni a 6$, per mediare sul prezzo di acquisto iniziale cercando di rientrare della perdita a un prezzo più basso. Come effettivamente era prevedibile, data la situazione e come mi diceva la mia vocina interiore, che ho imparato a non ignorare mai più, la società da 6$ è scesa a 3$ perché non è riuscita a far fronte a un rientro del debito!

Anche questa volta, della serie sbagliare è umano perseverare è diabolico, invece di chiudere la posizione ho comprato altre azioni a 3$.

Stavo comprando sempre più al ribasso, per mediare sempre di più il prezzo e quel che è peggio, stavo convogliando quasi tutto il capitale su una singola operazione.

Dopo poche settimane da quest’ultimo acquisto, la società dichiarò il Chapter 11 che negli Stati Uniti corrisponde a una fase prima della bancarotta. Mi ritrovai ad avere un valore nominale delle azioni di pochi centesimi con la sospensione delisting della società dal NASDAQ e successivo passaggio al terzo mercato pink sheet.

Rimasi con il classico cerino in mano.

Quasi tutti i miei risparmi sfumati. Una tragedia, non potevo crederci…

Tutto questo avvenne nel giro di 3-4 mesi: tutto il capitale investito perso, vaporizzato.

All’inizio incredulità e senso d’impotenza totale; quando vedevo le azioni che perdevano -2%, -4% ogni giorno mi dicevo che la discesa sarebbe finita e la quotazione sarebbe risalita. Ma la mia vocina diceva di no, la mia incapacità di accettare la realtà mi portò alla perdita totale del capitale investito.

Il denaro è un buon servitore, ma un cattivo padrone”.
Sir Francis Bacon