Anche se il mercato ha goduto del suo più grande rally di tutti i tempi il giorno dopo Natale, alcuni investitori sono convinti che la corsa degli ultimi due giorni potrebbe essere semplicemente una trappola per Tori: una reazione istintiva agli eventi attuali e alle condizioni di iper-venduto durante le vacanze.

E’ vero, una serie di candele verdi potrebbero preparare il mercato azionario ad una ripresa nel 2019, ma c’è ancora motivo di preoccupazione per i tori, poiché la storia ci ha dimostrato che molte di queste ondate quotidiane al rialzo non sono altro che una “trappola per tori” travestite.
Anche dopo essere salito il 26 Dicembre, il Dow ha continuato a salire, chiudendo più in alto giovedì e cancellando una perdita di 600 punti dalla vigilia di Natale.

Allo stesso modo, l’S&P ha visto ulteriori guadagni, nonostante una apertura in ribasso prima di tornare al rialzo, proprio come ha fatto il Nasdaq Composite. Le ultime due sessioni di negoziazione sono state un bel sollievo per i tori, che hanno subito perdite schiaccianti sul mercato negli ultimi tre mesi. Gli stock di FAANG (Facebook, Apple, Amazon, Netflix e Google), che hanno aperto la strada a gran parte della storica corsa al rialzo, sono stati duramente colpiti, realizzando perdite sui portafogli altrettanto rapidamente di quanto abbiano realizzato i profitti.

In ottica generale gli indici più importanti sono scesi in territorio di mercato ribassista, scambiando a circa il 20% di perdita dai recenti massimi mensili prima dell’ondata natalizia che ha riportando in vita le azioni; questo mette in discussione il recente rally e penso che non ci sia molto di cui entusiasmarsi. Gli investitori hanno raffreddato le loro aspettative, dato il panorama attuale del mercato, e soprattutto a causa di ciò che è accaduto dopo alcuni dei maggiori guadagni percentuali giornalieri per l’S&P 500 dagli anni ’70:

 

 

I dati raccolti mostrato che 3 dei 20 maggiori guadagni giornalieri storici dell’S&P sono arrivati all’indomani del crollo della borsa dell’Ottobre 1987, quando comprare dopo le enormi ondate quotidiane di vendita sarebbe stata una buona idea.

Altri 2 sono arrivati a Marzo 2009, in seguito alla crisi finanziaria. Ancora una volta, sarebbe stato il momento giusto per comprare, visto che il mercato aveva appena toccato il fondo prima di iniziare la sua attuale corsa al rialzo.

D’altra parte, 8 dei 20 guadagni giornalieri superiori al 5% per l’S&P 500 sono avvenuti durante il mercato orso 2007-2009, e altri 3 sono avvenuti durante la crisi del 2000-2003, rendendo 11 dei 20 giorni trappole per tori, che fanno molto male ai compratori opportunisti, che cercano di capovolgere il trend.

Sembra che anche questa volta ci troviamo in una situazione simile, dato che il rapido guadagno post-natalizio mostri segni di rallentamento durante la sessione del 28 Dicembre. I traders più esperti sembrano pronti a incassare i guadagni rapidi degli ultimi due giorni, cosa che porterebbe ad un altro bel tuffo.

Vediamo se il mercato stabilirà nuovi minimi crescenti nei prossimi giorni, gli investitori potrebbero trovarsi all’inizio di una ripresa all’inizio del 2019.

Questo comunque non vuol dire che ci troveremmo davanti ad una ripresa definitiva del mercato a lungo termine, infatti ci troviamo ancora in un mercato ribassista, ma solo che a breve termine ci potrebbe essere una configurazione di inversione di trend.

Tuttavia, nella stessa ottica, se il mercato dovesse scendere al di sotto dei minimi del 24 Dicembre, un’ulteriore corsa verso il basso farà scattare molte trappole per tori!